Archivio mensile:maggio 2017

Volkswagen: ammessa la class action per lo scandalo riguardante le centraline

Anche in Italia è stata ammessa la class action contro la casa automobilistica Volkswagen per lo scandalo sulle centraline “truccate”. All’azione legale, promossa da “Altroconsumo”, ha fatto seguito la terza sezione civile del Tribunale di Venezia che ha accolto l’istanza dell’organizzazione. L’azione riguarda veicoli diesel a marchio Volkswagen, Audi, Skoda e Seat, che inquinano fino a 40 volte di più dei limiti stabiliti dalla legge.

Al momento, 30 mila persone hanno aderito alla class action di Altroconsumo, a fronte di un numero ben più grande di veicoli coinvolti: si parla di 650 mila auto in Italia, ed otto milioni in tutta Europa. Negli Stati Uniti, Volkswagen ha dovuto riconoscere da 5 a 10 mila euro ad ogni consumatore danneggiato.

Si auspica che, in questo modo, anche in Italia si possa avere giustizia, e vedere i consumatori giustamente risarciti per un comportamento che, causando un danno ambientale, coinvolge anche la collettività.

Attenzione al “nemico” tempo: si sa che i tempi della giustizia italiana non sono proprio veloci, sicché, per arrivare ai tre gradi di giudizio, saranno necessari tempi lunghi. E, se occorrerà promuovere un’ulteriore causa per rendere esecutiva l’eventuale sentenza favorevole ai consumatori, i tempi si allungheranno ulteriormente: il rischio prescrizione, quindi, è davvero dietro l’angolo.

Querelle vaccini. Attenti a generalizzare.

Il tema è molto delicato e merita discussioni di pregio e d’alto livello scientifico. Ma non è così; anzi, se ne parla con una certa grossolanità come se il vaccino fosse una caramella da mangiare o da non mangiare.

Bisogna fare fede ai centri epidemiologici che hanno il polso della situazione delle malattie infettive, ma, nello stesso tempo, bisogna considerare che il vaccino rappresenta una inoculazione del virus della malattia dagli effetti imprevedibili. La taratura del vaccino viene fatta su determinate statistiche, ma non è personalizzata bambino per bambino, quindi il rischio che abbia degli effetti collaterali e sconosciuti esiste.

Per il problema vaccinare o non vaccinare i figli c’è da dire che, fintanto che l’Italia lascia la libera scelta se vaccinare o meno, ogni discussione è inutile. Se uno Stato ritiene che, epidemiologicamente parlando, la situazione diventa grave, con immediatezza dovrebbe emanare un decreto in cui, per motivi di emergenza, si obbliga la vaccinazione.

Ciò non toglie, comunque, che la discussione, sempre se fatta a certi livelli, non può che rappresentare un arricchimento di questa strategia terapeutica e di prevenzione.