Archivio per la categoria 'Consumatori'

ASSOCIAZIONE

SCADENZA ISCRIZIONE
Come da Codice Civile, col termine dell’anno solare (31 Dicembre), scade anche l’ iscrizione all’Associazione.
Chi volesse provvedere, può farlo con Continua…

FESTIVITA’

Il Centro sospenderà l’attività, per le Festività Natalizie ed il Nuovo Anno, da Venerdì 23 Dicembre 2011 a Domenica 8 Gennaio 2012 ccompresi.
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ALIMENTAZIONE - CELIACHIA di Alessio Lanzoni

RELAZIONE ANNUALE 2010 DEL MINISTERO DELLA SALUTE.
La relazione, relativa al 2010, presentata il 25 Novembre u.s., è la prima che, dal 2005, anno in cui sono state delineate le “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia”, ha fornito un panorama completo sulla celiachia in Italia, grazie alla totale collaborazione di tutte le Regioni, nessuna esclusa.
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ALIMENTAZIONE

ETICHETTE ALIMENTARI UE
Il 22 Novembre è entrata in vigore la nuova normativa UE sulle etichette alimentari.
Si tratta di una rivoluzione per l’ intero settore, perché dovrà permettere ai consumatori di conoscere, con più facilità, i contenuti dei prodotti.
Le maggiori novità sono:
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ALIMENTAZIONE - CELIACHIA di Alessio Lanzoni

DIETA SOLO IN REGIONE?
Nell’ultimo articolo abbiamo trattato la difficoltà di rispettare la dieta senza glutine nei luoghi pubblici.
Questa volta ci concentriamo più sul privato, in particolare sulle difficoltà dell’utilizzo dei contributi che vengono dati dallo Stato.
Vorrei innanzi tutto fare una premessa: prima di scrivere ho raccolto diverse informazioni e opinioni dal web, devo dire che sono rimasto molto, ma molto deluso dalle assolutistiche lamentele presenti. Bisogna fare delle precisazioni: il celiaco è intollerante, e non allergico, al glutine (il celiaco non ha shock anafilattici e quindi eventuale morte a causa del glutine); In una dieta corretta ci sono delle quantità di carboidrati necessarie e non sostituibili, il riso o la farina di mais, per esempio, hanno queste proprietà, in alternativa con i 99,120,130,140 € al mese che vengono erogati sotto forma di buoni, si trovano tanti prodotti contenenti carboidrati. Quante altre patologie hanno questi aiuti economici?! Con un pò di buona volontà l’aiuto economico è piuttosto esauriente; non vorrei credere a persone che pur vivendo un disagio quotidiano, non abbiano la sensibilità di guardare anche la metà mezza piena del bicchiere.
Il vero problema si genera quando, essendo le Aziende Sanitarie Locali a elargire questi buoni, la persona che ne beneficia viaggia o lavora cinque giorni su sette in un’altra regione.
Perché, per un sistema economico a fondi centellinati, che gonfia spesso le tasche di pochi e lascia vuote quelle di molti, una persona celiaca si trova “spogliata” dell’aiuto economico tanto decantato non appena varca il confine regionale?!
Perché, per un sistema economico a fondi centellinati, che gonfia spesso le tasche di pochi e lascia vuote quelle di molti, una persona celiaca che viaggia in Italia o che per determinati motivi deve soggiornare in una regione “straniera”, oltre ai bagagli deve portarsi appresso una dispensa con le ruote?!
Le competenze sanitarie sono Regionali. Ogni regione infatti sa che per legge a chi viene diagnosticata la celiachia deve elargire un contributo pari al 35% del fabbisogno calorico. Il contributo, oltre ad aumentare con l’età, è alle volte diverso a seconda della regione, questo perché, la L (locale) di ASL o altra sigla, rende autonoma, nel territorio di competenza, l’azienda sanitaria di determinare quanto sia il 35% del fabbisogno calorico. L’azienda “A” produce i prodotti senza glutine “X” “Y” “Z”, se questa azienda vuole che i suoi tre prodotti siano acquistabili con i buoni che vengono dati al celiaco deve pagare una tassa, per prodotto, alla ASL (regionalmente!).
Questo è in modo semplicistico il mondo che gira intorno ai prodotti senza glutine. Proposte su come tecnicamente abbattere le barriere regionali sono tante, ma perché mai, un sistema economico a fondi centellinati, che gonfia spesso le tasche di pochi e lascia vuote quelle di molti, dovrebbe permettere ad un individuo di portare e spendere le ricchezze erogate dalla regione di residenza in un’altra regione?! Alessio Lanzoni

FOTOGRAFA GLI SCONTRINI

Purtroppo sono tanti i consumatori che debbono rinunciare alla garanzia di un bene, perchè hanno perso lo scontrino fiscale, oppure, ce l’hanno, ma è sbiadito. E’ vero, che in subordine, può valere anche il documento contabile che attesta la transazione, ma se questo è costituito dallo scontrino del “pago bancomat” purtroppo potrebe essere sbiadito.
Cosa fare allora? fotografarli con il cellulare poi salvarli in un archivio e, perchè no, stamparli su carta comune, scrivendo anche la natura del bene.

SCONTRINO FISCALE VELENOSO

La carta chimica su cui è stampato lo scontrino fiscale conterrebbe sostanze tossiche.
Da più fonti si apprende che la presenza del BPA renderebbe velenoso lo scontrino fiscale e non solo.
Si è sempre parlato di “carta chimica”, anche, ad esempio, per fax o stampanti termiche; quindi niente di nuovo, ma forse la mancata riciclabilità di questa carta, ha riportato alla cronaca un problema che già si conosceva.

ALIMENTAZIONE - CELIACHIA di Alessio Lanzoni

ISOLAMENTO O DEPRESSIONE?
Dall’articolo del precedente numero, si evince che, una persona celiaca può seguire senza ostacoli la dieta senza glutine che le viene prescritta. Fuori dalle mura domestiche però vi sono poche certezze.
Non sempre è possibile consumare i pasti nelle proprie abitazioni, o ad organizzarsi nel portarsi un pasto “al sacco”. Il disagio può generare perplessità nell’affrontare una vita sociale completa comprendente uscite a pranzo o cena con amici.
Una soluzione potrebbero essere i ristoranti, presenti sul prontuario AIC, che hanno predisposto cucine sterili al glutine, dove i cibi preparati sono assolutamente sicuri. Questi luoghi però sono frequentati soprattutto da persone adulte, che eventualmente ci si recano con i figli.
Il problema però non si limita a questo. Bambini e adolescenti, non sono di norma autonomi frequentatori di ristoranti e trattorie.
Il ritmo di vita odierno, ad esempio, spinge molti genitori ad organizzare feste di compleanno nei fast food (in uno nello specifico), dove i bimbi possono giocare con gli scivoli che finiscono la loro corsa in una vasca di palline colorate e, dopo aver giocato, consumare un pasto sostanzioso che da loro in regalo un giochino.
Il pasto sostanzioso è formato da: un panino all’americana (hamburger), patatine fritte, una bibita e un dolce (barrette confezionate di cioccolato e cereali). Un bambino celiaco può consumare poco di quanto servito, e per precauzione, essendo probabilmente tutto contaminato sarebbe meglio si vedesse bene dal consumare qualsiasi cosa. Il problema sorge ora: cercare di far capire, ad un bambino di 6/8 anni, il motivo per cui non può fare quello che fanno gli altri coetanei senza che si senta discriminato e soffrirne moralmente, non è impresa semplice.
Lo stesso problema si pone con gli adolescenti. Oggi ragazzi di 15 anni escono il sabato sera con gli amici, ma qualunque luogo ospiti la loro presenza, sarà discriminante. Siamo nell’ età dell’ adolescenza, e l’autostima non è sempre formata; spesso, un ragazzo, non gradisce palesare una propria patologia con i limiti da essa provocati, rischiando piuttosto di non prendere le giuste scrupolose precauzioni prima di ordinare; ad esempio, ordinando delle patatine fritte, che saranno preparate nello stesso olio in cui avevano trovato collocazione diverse impanature rilascianti glutine nella padella.
Seguire una dieta senza glutine può creare problemi psicologici, e nelle forme più gravi vere e proprie forme di isolamento o depressione.

ALIMENTAZIONE - CELIACHIA di Alessio Lanzoni

La celiachia ha origini molto antiche, nel 250 d.C. viene nominata per la prima volta; per secoli mancano sviluppi nello studio di questa malattia, che registra invece una rapida ascesa negli ultimi 120 anni. Nel finire del XIX secolo Samuel Gee, pediatra britannico, studiò e descrisse i sintomi di questa condizione, affermando che “se il paziente può essere curato, deve essere per mezzo della dieta” limitando l’assunzione a pochi alimenti derivati dalla farina. Solo a metà del XX secolo però fu chiarito che la celiachia si manifesta in alcune persone in seguito all’ingestione di proteine del grano, come la gliadina, che danneggiano la mucosa intestinale. Pertanto, tutti gli alimenti derivati da cereali come frumento, orzo, segale, avena, farro e altri o contenenti glutine in seguito a contaminazione, devono essere considerati tossici per i pazienti affetti da questa malattia.
Il riscontro pratico di questi studi si sintetizza nel fatto che, un celiaco, deve modificare molto le abitudini alimentari generate dallo stile di vita moderno. Oggi c’è un aumento progressivo di persone obese; il più è dovuto ad alimentazioni sbagliate dove la fa da padrona l’assunzione di carboidrati a discapito di verdura e frutta. Il mercato ovviamente si adegua offrendo soluzioni alimentari che si sposano bene alla vita frenetica di oggi, ma, come succedeva nella antica Sparta, sembra non tener conto di chi non può fruirne. Provate a fare un piccolo resoconto: nelle vostre dispense e nei vostri frigoriferi, escludendo pane e pasta; quanti prodotti freschi ci sono?! Tutti i prodotti confezionati, che hanno date di scadenza lontane, presentano conservanti derivanti, per esempio, dall’amido, e sono quindi esclusi dalla dieta “gluten free”.
Un celiaco deve quindi acquistare prodotti senza glutine, presenti in buona quantità, ma non con la medesima varietà, nei supermercati: e quando questo non è possibile?! Autogrill, Mc Donald e per una questione di contaminazione anche molti fast food, hanno prodotti inaccessibili.

DISCIPLINE BIONATURALI: RISCHI PER IL CONSUMATORE?

La risposta è “sì”, qualora riuscisse il colpaccio di equiparare gli operatori di tali discipline alle Estetiste|
A lanciare l’allarme è la “Federazione Italiana Shiatsu”, che si rivolge anche al CTCR con la seguente ed eloquente lettera: “Con la presente, quale Federazione Italiana Shiatsu, sottoponiamo a codesta Associazione il seguente quesito:
La PdL Milanato intende attribuire alle estetiste l’esercizio in esclusiva delle Discipline Bio Naturali tra cui lo Shiatsu; questa attribuzione viene fatta nell’ambito di un iter formativo che ha tutt’altro indirizzo e nel quale solo un ridotto numero di ore potrà essere dedicato alla pratica e allo studio dello Shiatsu.
Come Federazione Italiana Shiatsu che associa solo Operatori con iter formativo triennale finalizzato a quest’Arte (monte ore superiore alle 700) riteniamo tale disegno di legge dannoso per gli utenti che verrebbero privati della possibilità di avvalersi dell’opera di Professionisti con formazione specifica nelle singole Discipline Bio Naturali.
Chiediamo pertanto a codesta Associazione una risposta in merito e un appoggio a tal proposito.”

Dalla lettura di questa lettera è chiaro il rischio di sottoporsi ad un trattamento qualitativamente molto inferiore a seconda dell’operatore che lo pratica. E’ veramente intollerabile che un Consumatore riceva un surrogato di ciò che chiede, pagandolo al prezzo del prodotto buono. Forse non si può parlare di truffa, ma l’ipotesi non è così remota.

Detto questo, sarebbero graditi i vostri commenti sull’argomento.


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