Archivio mensile:marzo 2017

Bando MIUR

Il MIUR ha previsto un investimento significativo sulle competenze degli studenti/studentesse, promuovendo un piano di intervento che prevede 10 azioni incentrate sugli obiettivi di sviluppo sostenibili fissati dall’’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e che intendono promuovere una scuola più aperta, inclusiva e innovativa.

L’’obiettivo formativo è rafforzare le competenze delle capacità di scelta e gestione dei propri percorsi formativi di vita fin dalla prima adolescenza, soprattutto nelle fasi di transizione tra i diversi gradi di istruzione.

50 anni di Cosmoprof. Non li dimostra

Si è tenuto a Bologna il cinquantesimo Cosmoprof. In coerenza con il nome che porta, si è mantenuto veramente bene. Evidentemente, cosmesi e makeup sono settori attuali e che interessano. Ironia a parte, il Cosmoprof è una fiera sempre in crescita; oggi più che mai tiene sempre in evidenza le esigenze del consumatore sancendo il principio che la cosmesi non è medicina. Questo è un binomio veramente importante ed un distinguo da mantenere, onde evitare confusione.

Dieselgate, Volkswagen si dichiara colpevole

Volkswagen si è dichiarata colpevole negli Usa, davanti al tribunale distrettuale di Detroit, per cospirazione, ostruzione della giustizia ed introduzione di merci importate negli Stati Uniti per mezzo di false dichiarazioni. Tale dichiarazione è stata effettuata venerdì 10 marzo, nell’ambito del patteggiamento di 4,3 miliardi di dollari annunciato lo scorso gennaio.

La dichiarazione di colpevolezza è stata accettata dal giudice distrettuale che, al termine dell’udienza, ha chiesto più tempo per esaminare l’accordo, data la gravità dei reati. Il giudice ha fissato l’udienza di condanna per il 21 aprile. Il patteggiamento permetterà al gruppo di evitare potenziali sanzioni comprese tra i 17 e i 34 milioni di dollari.

Da quando Volkswagen ha ammesso di utilizzare software per ingannare i test sulle emissioni inquinanti, la casa tedesca ha già pagati 24 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, incluso il risarcimento danni subiti dai clienti.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché i consumatori italiani non sono stati oggetto delle stesse attenzioni riservate ai consumatori americani?

Bitcoin: una moneta digitale che fa parlare molto di sé

È nato nelle scorse settimane Cryptonetwork, un progetto per rendere alla portata delle persone comuni argomenti sino ad ora riservati agli addetti ai lavori. L’obiettivo è rendere disponibile a tutti conoscenza e, quindi, familiarità su temi poco noti ma attuali, come la nascita delle monete digitali. Cryptonetwork ritiene che sia interesse dei cittadini saperne di più, in modo semplice ed alla portata di tutti.

L’avvento delle monete digitali vede come protagonista il Bitcoin, che in qualche anno ha già raggiunto e superato il valore di un’oncia d’oro – oltre 1.200 $ – e non si sa dove arriverà.

Nonostante ogni giorno vengano sviluppate nuove applicazioni basate su Bitcoin, esso risulta essere sconosciuto ai più o conosciuto solo in maniera molto superficiale al di fuori del giro degli esperti. Bitcoin non è l’unica moneta digitale possibile, altre ne stanno nascendo o si stanno affermando, ognuna con i suoi tempi e la sua velocità.

Un nuovo mondo sta nascendo attorno alle monete digitali, e si stima che esse avranno un impatto molto forte sulla nostra quotidianità.

Call center post vendita: la Corte UE vieta l’applicazione degli 199

In un’epoca di consumismo esoso e sfrenato quale è quella attuale, lo spettro delle modalità d’acquisto di un bene, di cui può fruire un consumatore, è molto ampio; tra di esse, primeggia certamente l’acquisto tramite via telematica.

Tale tipologia di contrattazione appare rapida e sicura ma non consente al consumatore un immediato riscontro del bene acquistato. Ciò può generare l’insorgere di contestazioni che, in fase di reclamo, sfociano spesso in ripetute telefonate al call center post vendita, predisposto dall’azienda produttrice del bene.

Sino ad oggi, molti di questi servizi hanno utilizzato numerazioni commerciali a tariffe maggiorate e riconducibili al prefisso “199”, generando un ulteriore abuso nei confronti del consumatore, costretto a servirsi del suddetto servizio per segnalare i vizi relativi al bene acquistato.

Finalmente, la corte di Giustizia Europea, interpellata da un tribunale tedesco in merito ad una Direttiva sui diritti dei Consumatori, ha sancito il principio per cui il costo di una chiamata verso un numero telefonico per l’accesso ad un servizio di assistenza post vendita non deve eccedere quello di una chiamata standard.

Le motivazioni di tale sentenza risiedono nel fatto che l’addebito di costi eccessivi potrebbero dissuadere il consumatore dal contattare il call center per vedere riconosciute le proprie contestazioni; ciò determinerebbe un’anomala, nonchè illecita, compressione dell’alea dei diritti del medesimo.

Secondo i giudici della UE, la “tariffa base”, applicabile a questi servizi, non deve eccedere il costo di una chiamata verso un numero fisso geografico o verso un numero di cellulare standard.

Banche centrali: inizia la guerra al Bitcoin

Uno spettro si aggira sulle banche centrali: è la bolla speculativa del Bitcoin. In Italia se ne parla poco, poiché il concetto di moneta digitale è ancora fermo alle carte di credito; nella comunità finanziaria internazionale, invece, la crescita sostanzialmente incontrollata della «cripto-valuta» sintetica che si spende sul web non è passata inosservata, anche perché erano più di vent’anni, dai tempi della bolla di internet, che il mercato non si lanciava così a capofitto su un asset finanziario senza storia, dal futuro ancora indimostrabile e da un passato più oscuro del presente.

Il rischio concreto delle istituzioni monetarie è perdere il controllo su emissione, circolazione e valore della moneta. Esagerare i pericoli sistemici per mercati e valute è una caratteristica globale in questi tempi, ma in questo caso lo stato d’allarme su Bitcoin è logico e concreto.

L’idea alla base dei Bitcoin è stata, infatti, quella di creare una valuta digitale che fosse indipendente da ogni tipo di autorità o governo nazionale e che permettesse di effettuare pagamenti elettronici a livello globale senza controlli, in maniera istantanea e soprattutto anonima. Tutte cose interessanti per lo sviluppo del commercio digitale globale non agganciato all’altalena dei tassi di cambio e dei tassi di interesse.

Queste innovazioni sono da maneggiare con cautela. Anonimato e non tracciabilità sono due caratteristiche che trasformano un mercato in un far west, in una prateria per evasori, riciclatori e bande di criminali che vogliono spostare capitali illeciti senza lasciare traccia, come già sottolineato da noi nei precedenti articoli.